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sabato 10 novembre 2012

Siria: i terroristi uccidono ancora

Siria: attentati con autobomba, almeno 20 soldati morti



Secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), le due autobomba sono esplose a qualche minuto di distanza l'una dall'altra vicino ad un club per ufficiali dell'esercito. Fonti dell'opposizione affermano invece che l'attentato è avvenuto ad un posto di blocco.
Ormai la situazione è chiara: si tratta di terroristi al soldo delle nazioni che ospitano le c.d. O.N.G. a Londra ... 
Il Fatto Quotidiano  riportava la nomina di un cristiano alla guida dell'opposizione come dimostrazione di una apparente pluralità di quella che, a torto, viene definita rivoluzione.
Siria: un cristiano a guida dell’opposizione. Altro che fondamentalismo
Chissà cosa pensa George Sabra, il nuovo presidente del c.d. Consiglio Nazionale Siriano,  delle stragi di cristiani in Siria.

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Gargamella, il Rottamatore, Nichi e Fichi o l'ex DC



USA: Patraeus paga per Bengasi

Usa, si dimette il direttore della Cia Petraeus: «Ho tradito mia moglie». L'amante è la biografa

Il numero uno dell'Intelligence americana lascia l'incarico ufficialmente a causa di una storia extraconiugale, anche se sulla vicenda si allungano l'ombra delle accuse di inefficienza alla Cia per la gestione della rivolta di Bengasi dell'11 settembre quando fu ucciso l'ambasciatore americano Chris Stevens, un episodio che ha messo non poco in difficoltà Barack Obama durante la campagna elettorale. Lo stesso presidente ha poi precisato che la direzione dell'Agenzia sarà affidata ad interim a Michael Morell, il vice di Petraeus.
Dietro il solito puritanesimo di facciata, le ragioni sono esclusivamente politiche.

Osimo: quando l'Italia rinunciò a tutto

L'Italia rinuncia definitivamente, e senza alcuna contropartita, agli ultimi lembi di terra della penisola istriana (la cosiddetta Zona B)


Il Trattato di Osimo, firmato da Italia e Yugoslavia nel 1975 (effettivo dal 1977), oggi non ha alcun valore

Nel trattato, però, Tito accettò una clausola: l'Istria sarebbe stata indivisibile, pena il decadimento dell'accordo stesso. Certo, il Maresciallo non immaginava una frammentazione federale postuma, ma l'Istria è stata divisa tra Slovenia e Croazia e quindi vi sarebbero state tutte le premesse per sollevare un'’istanza di revisione internazionale. Potrebbe sembrare non attuale, oggi, in tempi d'Europa Unita, riparlare di un vecchio Trattato del '75, ma sta di fatto che c’'è e proprio noi, italiani, non dobbiamo aver paura di nominarlo, proprio perché siamo noi a volerlo superare, esigendo però, almeno,  rispetto dall’'altra parte e quanto meno non diffidenza o ritorsioni psicologiche… (come per esempio, al rovescio, in Alto Adige). Se poi dicessero, i confinanti, che non riconoscono Osimo, in quanto firmato con  la Jugoslavia, allora non sarebbe valido nessun trattato post-bellico imposto da quegli sprovveduti e presuntuosi alleati anglofoni e torneremmo alla Serenissima Venezia, dove comandava il commercio...

venerdì 9 novembre 2012

Derby? Niente paura


E Grillo grida al golpe elettorale

Legge elettorale, Grillo all’attacco “Il premio al 42,5% è un golpe”

Bersani: una soglia irraggiungibile
Il pressing di Schifani sui partiti:
“Se non la facciamo 5 Stelle all’80%”
Il Pd: noi contrari a un testo che non garantisca la possibilità di governare
I Golpe in Italia sono sempre bianchi ...

UE: nord contro sud

Salta la trattativa per i fondi all'Emilia per lo stop di cinque paesi Ue

Si tratta di Germania, Olanda, Finlandia, Svezia e Gran Bretagna. A metà settembre quando fu presentata la proposta di sostegno il commissario Johannes Hahn aveva parlato di "disastro epocale": "Dobbiamo aiutare questa Regione altamente produttiva a rimettersi in piedi". La giunta Errani: "Siamo fiduciosi"